Per conoscenza, in calce copia della nostra PEC. Spett.le Regione Campania, Spett.le Presidente della Giunta Regionale dott. Roberto Fico, Spett.le Assessore alla Formazione dott.ssa Angelica Saggese, Spett.le Direzione Generale, Spett.le Commissione Trasparenza del Consiglio Regionale della Campania e p.c. agli organi di stampa OGGETTO: Richiesta di chiarimenti urgenti su sospensione retroattiva percorsi di formazione professionale …
Per conoscenza,
in calce copia della nostra PEC.
Spett.le Regione Campania,
Spett.le Presidente della Giunta Regionale dott. Roberto Fico,
Spett.le Assessore alla Formazione dott.ssa Angelica Saggese,
Spett.le Direzione Generale,
Spett.le Commissione Trasparenza del Consiglio Regionale della Campania
e p.c. agli organi di stampa
OGGETTO: Richiesta di chiarimenti urgenti su sospensione retroattiva percorsi di formazione professionale – trasmissione alla Commissione Trasparenza
Dopo aver appreso del provvedimento retroattivo di sospensione di 57 percorsi di formazione professionale (dal 29 marzo 2026 ma paradossalmente stabilito il 30 marzo 2026), il Movimento Libero e Autonomo con la presente chiede alla Commissione Trasparenza della Regione Campania chiarimenti alla luce di una gestione che solleva interrogativi puntuali e, allo stato, privi di risposte.
L’avvio dei corsi O.S.S, atteso da mesi, coincide con la sospensione di 57 percorsi formativi, tra cui profili ad alta domanda come OSA, ASACOM e Animatore Sociale. Una coincidenza che impone una domanda semplice: qual è la ratio amministrativa di questa scelta? E soprattutto, chi trae beneficio da un intervento che interrompe attività già in fase di attivazione o avvio, determinando di fatto un blocco economico e un’interruzione di servizi già programmati, in quanto le scuole – ignare del contenuto di questi adeguamenti – sono impossibilitate nel dare informazioni precise e puntuali agli utenti?
Il nodo non è solo nel merito, ma nel metodo. Le rappresentanze datoriali, che aggregano centinaia di enti attivi sul territorio, non sono state convocate né coinvolte in alcun tavolo di confronto, nonostante richieste reiterate di incontro finalizzate proprio a prevenire interventi di questo tipo senza precedente concertazione. Si procede invece con decisioni che incidono in modo diretto su programmazione, investimenti e prospettive occupazionali delle scuole e agenzie formative. Per quale motivo si continua a escludere il confronto con chi opera quotidianamente nel sistema?
Ulteriore elemento critico riguarda gli effetti concreti del provvedimento sui destinatari finali. La sospensione incide su allievi già iscritti e/o in attesa di avvio dei percorsi, determinando un danno diretto e l’inevitabile incrinarsi di rapporti contrattuali già formalizzati o in fase avanzata di definizione, che risultano così di fatto vanificati, e il danno di immagine conseguente non riguarda la sola agenzia esposta ma anche la stessa Regione, ente promotore dei percorsi, e degli uffici coinvolti.
Resta poi il tema della forma. Un atto pubblicato in data 30 con efficacia retroattiva al 29 introduce un profilo di evidente anomalia: i provvedimenti retroattivi, per loro natura, alterano l’equilibrio del rapporto tra amministrazione e soggetti destinatari, generando incertezza e possibili contenziosi, con effetti che possono riflettersi anche sull’interesse pubblico e sulla stessa amministrazione regionale. Su quale presupposto giuridico si fonda una retroattività di questo tipo? Quali sono le coperture normative e procedurali che la renderebbero legittima?
Si tratta di questioni che non possono essere archiviate come meri passaggi tecnici. La sospensione di decine di corsi, il blocco delle attività, il danno arrecato agli allievi, l’assenza di concertazione e l’utilizzo di strumenti amministrativi con effetti retroattivi configurano un quadro che richiede chiarimenti puntuali, documentati e pubblici. In assenza di tali elementi, resta un dubbio legittimo sulla coerenza e sulla trasparenza dell’azione amministrativa in un settore strategico per il lavoro e lo sviluppo della Campania.
In assenza di ulteriori riscontri e laddove perdurasse l’assenza di confronto con l’Istituzione, il Movimento, in sinergia con altre sigle sindacali, si riserva di farsi promotore di uno stato di agitazione nelle prossime settimane.
In fede,
Nicola Troisi
Segretario politico
Movimento Libero ed Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate





